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ARTICOLO E FOTO TRATTI DA REPUBBLICA.IT TORINO
Accordo tra la multinazionale Jde e i sindacati su un pacchetto di buonuscite e incentivi per il ricollocamento
di STEFANO PAROLA
Niente miracoli dell’ultima ora, la fabbrica di caffè Hag e Splendid di Andezeno, nel Torinese, chiude definitivamente e la produzione si sposta in altri stabilimento europei della Jde, la multinazionale olandese proprietaria dei due marchi. L’azienda e i sindacati hanno siglato un accordo per ridurre l’impatto della decisione, che si ripercuoterà sul futuro di 54 lavoratori. L’intesa prevede una buonuscita per tutti e un percorso di outplacement che proseguirà fino a gennaio 2020. Chi andrà in pensione nei prossimi 24 mesi verrà “accompagnato” economicamente. La Jde ha dato anche la possibilità di spostarsi in altre sedi del gruppo: a disposizione ci sono due posti a Milano, due a Mollet del Vallès (in Spagna) e 19 a Andrezieux (in Francia).
Nel sindacato resta il rammarico: “Non possiamo certo gioire, perché purtroppo non siamo riusciti a evitare 54 licenziamenti. Le abbiamo provate tutte, siamo anche stati due volte al ministero, ma la multinazionale non ha voluto investire nello stabilimento di Andezeno”, commenta Alberto Revel della Flai-Cgil. Sulla stessa linea Manuela Vendola della Uila-Uil: “Non è mai una vittoria qunado un’azienda dismette le produzioni per delocalizzarle al di fuori dell’Italia. È una sconfitta non solo per i lavoratori Hag ma perl’Italia. Ma bisogna anche dire che le lunghe trattative hanno portato a un accordo dignitoso, con risvolti che possono favorire la rioccupazione dei dipendenti”.
“Non posso certo esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda, che comporta una grave perdita per il tessuto produttivo locale”, commenta l’assessora regionale al Lavoro, Gianna Pentenero. Che spiega: “Fin dall’inizio, la Regione ha chiesto alla società di rivedere il proprio piano, portando la produzione di capsule di caffè, il cui mercato non è certo in crisi, ad Andezeno. Di fronte alla posizione irremovibile della proprietà, ora la nostra attenzione si concentra sulla re-industrializzazione del sito, che siamo naturalmente pronti a sostenere”.
Scritto da: Marco Naponiello
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