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Le scelte urbanistiche e la mancanza di dialogo con la comunità
Recentemente, l’Associazione Altritalia ha sollevato giustificate preoccupazioni in merito al progetto che prevede la costruzione di 56 alloggi ERP in un’area destinata a parco urbano, con l’intento di trasferire le famiglie attualmente residenti al Borgo. Nonostante la rilevanza delle osservazioni e le legittime perplessità espresse, l’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica ha preferito rispondere con attacchi polemici, accusando chi solleva dubbi di essere semplicemente un “populista”, mosso da ansie di potere e dissenso gratuito.
Un simile comportamento è inaccettabile. Le critiche legittime alle politiche pubbliche sono un diritto fondamentale dei cittadini e un dovere civico. Chi ricopre un ruolo pubblico ha l’obbligo di ascoltare e rispondere con serietà, non con insulti. Se l’Assessore non è disposto ad affrontare un confronto costruttivo, è il caso che riconsideri la sua posizione e il suo ruolo nell’amministrazione.
Le questioni fondamentali che l’Assessore ha evidentemente ignorato sono due:
Il Rione Pescara Sud è ormai un’area urbanisticamente satura. Questo quartiere è già sovraccarico, con una densità abitativa altissima e una carenza di servizi essenziali. Aggiungere ulteriori edifici non solo è un errore evidente, ma rischia di peggiorare ulteriormente una situazione già critica.
La riqualificazione del Borgo è certamente un obiettivo condivisibile, in quanto permetterebbe di recuperare un’area del centro urbano per usi diversi. Tuttavia, trasferire le famiglie in un quartiere ad alta densità abitativa, già segnato da gravi problematiche sociali, rappresenta una scelta scellerata e miope dal punto di vista politico.
Una visione urbanistica lungimirante dovrebbe concentrarsi sulla riqualificazione degli spazi esistenti, sul potenziamento dei servizi e sulla creazione di spazi verdi, anziché puntare su nuove costruzioni che rischiano di peggiorare la qualità della vita dei residenti. Purtroppo, la proposta dell’Assessore non include alcuna strategia per il verde pubblico, una componente essenziale per la salute e il benessere della comunità. Ignorare questa necessità dimostra una mancanza di comprensione delle reali esigenze del territorio.
Ci preoccupa profondamente la mancanza di visione di questa amministrazione e la totale chiusura al dialogo. Le scelte urbanistiche non possono e non devono essere imposte senza un autentico confronto con i cittadini che vivono quotidianamente le problematiche dei quartieri. Un buon governo si distingue per la sua capacità di ascoltare e di adattarsi, di correggere il tiro quando necessario. Invece, quello che vediamo è una rigidità autoritaria, che non lascia spazio a proposte, suggerimenti o correzioni.
Eboli ha sempre più necessità di una
Svolta.
Scritto da: Marco Naponiello
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